Refrescando el Verano del Peru

Domingo de Ramos con Maria 2018

Domingo de Ramos con Maria 2018
Domingo de palmas con Maria 2018

martes, 30 de agosto de 2011

RECORRIDO DE SANTA TERESITA EN EL PERU




Reliquias de Santa Teresita visitarán Lima, Ica, Moquegua, Arequipa, Cusco, etc . . .

Las reliquias de Santa Teresita serán traídas al Perú. La llegada está prevista para este martes a las 6:00 p.m. en el aeropuerto internacional Jorge Chávez, informó el párroco Alberto Dávila de la Iglesia Santuario de Luren.




Hoy 30 de Agosto a la 8 pm Misa en la Plaza San José - Festival con comunidad JÉSED y Homenaje a Teresita por Edith Barr. Y mañana 31 a las 8:00am en la Iglesia Santo Domingo, a las 11:00am en Nuestra. Sra. de la Soledad, de alli a las 02:00pm va a San Francisco y finaliza en las 5:00pm en la televisora de Pax TV.



"Estamos trayendo las reliquias de Santa Teresita quien murió en 1897, a los 24 años. Fue declarada doctora de la Iglesia por el beato Juan Pablo II".



Posterior a su arribo, podrá visitar conventos y comunidades con lo que se recordará los cien años de la llegada de las Carmelitas al Perú, añadió el párroco Alberto Dávila.

RPP Noticias



RECORRIDO DE SANTA TERESITA POR TODO EL PERU




Agosto
30 Agosto: Lima
18:00 Llegada al Aeropuerto Jorge Chávez
20:00 Misa, Plaza San José
Festival con comunidad JÉSED
Homenaje a Teresita por Edith Barr
31 Agosto: Lima
08:00 Iglesia Santo Domingo
11:00 Nuestra. Sra. de la Soledad
14:00 San Francisco
17:00 Pax TV




Septiembre
1 Septiembre: Tacna
10:00 Obispado
18:00 Madres Carmelitas
2 Septiembre: Tacna
07:00 Misa Madres Carmelitas Descalzas, Tacna
10:00 Iglesia San Gerónimo, Ilo
3 Septiembre: Moquegua
09:30 Co-Catedral Moquegua.
19:00 Monasterio de San José Madres Carmelitas Descalzas.
4 Septiembre: Arequipa
11:00 Misa Madres Carmelitas Descalzas Moquegua
18:00 Parroquia San Juan de la Cruz,Lambramani-Arequipa
5 Septiembre: Arequipa
Lambramani, Arequipa
6 Septiembre: Arequipa
Catedral, Arequipa
7 Septiembre: Arequipa
Monasterio Santa Teresa, Madres Carmelitas Descalzas Arequipa
8 Septiembre: Camaná
10:00 Camaná.
9 Septiembre: Camaná
Madres Carmelitas, Camaná-Arequipa
10 Septiembre: Camaná - Juliaca - Puno
07:00 Camaná
17:00 Llega a Juliaca
11 Septiembre: Juliaca
Juliaca - Puno
12 Septiembre: Juliaca
Juliaca
13 Septiembre: Juliaca
Juliaca
14 Septiembre: Juliaca - Puno
07:00 Misa Juliaca.
10:00 Sicuani.
15 Septiembre: Cusco
8:00 Sicuani
10:00 Llega a Cusco.
16 Septiembre: Cusco
Cusco
17 Septiembre: Abancay
13:00 Cusco.
17:00 Abancay.
18 Septiembre: Abancay
Abancay
19 Septiembre: Andahuaylas - Abancay
10:00 Andahuaylas.
21 Septiembre: Andahuaylas - Lima
07:10 Andahuaylas
10:00 Hnas. Misioneras de la Caridad - Teresa de Calcuta.
16:00 Hospital Dos de Mayo.
19:00 Telejuan 19
22 Septiembre: Cañete
08:00 Mala
09:30 Cerro Azul
11:00 Cañete
23 Septiembre: Ica
15:00 Cañete
17:00 Ica.
24 Septiembre: Ica
Ica
25 Septiembre: Ica
Ica
26 Septiembre: Ica
Ica
20:00 Lima
27 Septiembre: Ayacucho
7:00 Ayacucho
28 Septiembre: Ayacucho
Ayacucho
28 Septiembre: Lima
10:00 La Molina (Romero)
18:00 Callao-Bellavista
29 Septiembre: Ayacucho
Ayacucho
30 Septiembre: Lima
7:50 Lima
19:00 Vigilia Parroquia San José


Continúa…


http://www.carmelitasperu.com/recorrido.php

30.08 Santa Rosa de Lima



Martes, 30 de agosto del 2011
Miles de fieles asisten desde tempranas horas a convento de Santa Rosa de Lima

(* Lima, 30 de abril de 1586 - † , 24 de agosto de 1617)

Varios grupos de hombres, mujeres y niños visitaron el recinto religioso para depositar sus cartas en el pozo de los deseos.

Hoy, 30 de agosto, se celebra el Día de Santa Rosa de Lima, y desde tempranas horas del día, una gran cantidad de fieles acuden al convento de la 'Patrona de América', para poder depositar sus cartas en el pozo de los deseos.
De esa manera, varios grupos de mujeres, hombres y niños visitaron el recinto religioso para celebrar esta fecha como todos los años.


Cabe mencionar que se estima que miles de fieles visitarán hoy el convento para orar y entregar sus cartas en el pozo de los deseos.
Santa Rosa, atendía a muchos enfermos que se acercaban a su casa buscando ayuda y atención, creando una especie de enfermería en su casa y luego ayudaba a fray
Martín de Porres que ahora también es santo.

Como se recuerda, Santa Rosa de Lima es la primera santa canonizada del Nuevo Mundo. América y de la Filipinas, e Indias Occidentales, Proclamada en la Basílica de San Pedro en Roma por el Papa Clemente X en 1671.
La tradición cuenta que el Papa Clemente X, luego de oír los argumentos sobre su canonización dijo: "¡Hum! ¡Patrona y Santa! ¿Y Rosa? que llueva flores sobre mi escritorio si es verdad“ , y la respuesta al instante fue una fragante lluvia de rosas sobre la mesa del Papa quien en ese momento procedió a la canonización.


Además de ser patrona de institutos policiales y armados como la Policía Nacional del Perú (PNP), de las Fuerzas Armadas de Argentina, Patrona de las Fuerzas Armadas del Paraguay, también es la Santa Patrona de la ciudad de Sittard provincia de Limburg, Países Bajos (en holandés), Patrona de la Provincia Dominicana de Flandes (Bélgica), entre otros.


Ver etiquetas: Santa Rosa de Lima

Salvatore Licitra nel XVII Premio Ragusani Nel Mondo edizione 2011




XVII PREMIO RAGUSANI NEL MONDO….
Figura centrale nel panorama dei premiati della XVII Ed. è quella del tenore Salvatore Licitra, un tenore di grande spessore nel panorama internazionale, entre otros.


Sabato 3 settembre 2011 verrà celebrata in Piazza Libertà a Ragusa, nel segno di importanti novità ma pur sempre nel solco della tradizione, la nuova edizione del Premio Ragusani nel Mondo, evento cult in provincia ma atteso, amato ed ammirato fuori dei suoi confini.
Nell’anno del 150 Anniversario dell’Unità d’Italia , la manifestazione si inserirà nel clima rievocativo e darà il suo piccolo contributo al consolidamento di quel sentimento di identità nazionale che rappresenta per fortuna nel meridione d’Italia un valore assoluto. Il tricolore sarà motivo ispiratore del premio e della stessa scenografia che , con effetti illuminotecnici di grande suggestione, contribuirà a creare un clima di autentica esaltazione del concetto condiviso di unità nazionale.
A suggellare i temi ispiratori dell’unità nazionale sarà la Banda dei Carabinieri, presente ancora una volta a Ragusa dopo la fortunata parentesi del 2009 , che si esibirà in ben tre concerti , il 2,4,e 5 settembre, rispettivamente a Chiaramonte, Ragusa e Modica, con un breve prologo la sera del premio, a testimonianza di un affetto particolare della stessa verso un territorio che ha già avuto modo di riservare una calorosa accoglienza nel corso della precedente esperienza.
Aver ottenuto la conferma della Banda , in concerti dedicati al tema dell’Unità d’Italia, rappresenta un motivo di immenso prestigio per l’intero territorio ibleo, consolidando la valenza istituzionale del Premio e il suo ruolo trainante nella promozione dello stesso in ambiti che travalicano i confini provinciali , per assumere una marcata e crescente visibilità in campo nazionale ed internazionale.
Di sicuro interesse le figure dei “ Premiati”, tra conferme del passato e significative novità.
Viene inaugurata una nuova Sezione del Premio, riservata a “ Storie contemporanee di Successo “, e che, sostituendo quella relativa ai grandi del passato ( ricordiamo negli ultimi anni il tributo a Gesualdo Bufalino,Quasimodo, La Pira, Maria Schinina’, Salvatore Fiume), vuole accendere i riflettori su personaggi o realtà collettive della provincia che hanno contribuito nell’era attuale a rilanciarne l’immagine in proiezione nazionale ed internazionale. A dare il battesimo a questa rubrica è una realtà di assoluta eccellenza , l’Avis, da anni ai vertici nel settore non solo per numero di donatori, ma anche e soprattutto per aver creato una cultura della donazione e della solidarietà che ha fatto del popolo ragusano uno dei più generosi in ambito nazionale.
Ma il premio , evento maturo ed adulto, cresciuto progressivamente nelle precedenti sedici edizioni, senza soluzione di continuità, rimane pur sempre ispirato ai motivi che ne ispirarono la nascita, legati alla promozione di storie umane di eccellenza fra le comunità di corregionali trasferitisi all’estero.
In questo filone rientra sicuramente la figura di Giuseppe Cannata, di origine modicana, che sin dal suo arrivo in Australia si è impegnato per creare un raccordo fra le locali comunità di corregionali e le istituzioni pubbliche e private della Sicilia, favorendo e collaborando a decine di interscambi socio- culturali senza risparmio di energie, non di rado sacrificando interessi personali e familiari per il buon esito degli stessi e le nobili finalità perseguite. A lui deve tanto l’Associazione dei Ragusani nel Mondo, perché la sua collaborazione, datata nel tempo fin dal sorgere della stessa, è stata preziosissima nella tessitura di una virtuosa rete in Australia di rapporti con le locali comunità siciliane ed iblee in particolare.
Figura di artista un po’ particolare, un po’ naif ma dotato di forte ed immediata carica di simpatia, è quella di Angelo Carnemolla, originario di Marina di Ragusa, interprete appassionato e sopraffine di un genere musicale molto amato negli States, il Country. Protagonista di numerosi concerti in ogni angolo dell’America , Angelo riempie sale e spazi all’aperto, richiamando folle osannanti e plaudenti, che suggellano le sue esibizioni con ovazioni collettive ed entusiaste, e non di rado con pittoresche standing ovation. Angelo , rimasto umile nonostante il crescente successo, ama sempre ricordare alle varie folle di spettatori il suo passato di ragusano ed esaltare le sue origini iblee.
La sezione, da qualche anno inaugurata, relativa alle eccellenze iblee affermatesi in Italia presenta nel 2011 la figura dell’imprenditore Vito Catania, originario di Chiaramonte Gulfi, che , non pago di una realtà aziendale ai vertici nazionali nel settore chimico, con stabilimento ad Arcore, ha sublimato il suo profondo amore per la terra natia con l’attivazione di colture vitivinicole segnate dall’applicazione di raffinate e moderne tecniche di impiantistica e coltivazione, che hanno originato una linea di vini ben presto penetrata e affermata nei mercati di tutto il mondo.



Figura centrale nel panorama dei premiati della XVII Ed. è quella del tenore Salvatore Licitra, di origini acatesi, una delle massime espressioni a livello mondiale della lirica italiana, da anni entrato a far parte del gotha dei migliori interpreti che hanno esaltato la tradizione del bel canto in ogni angolo del mondo. Oggi Salvatore è un tenore di grande spessore nel panorama internazionale, e ben può essere definito l’erede più accreditato del grande Pavarotti.

Un Premio speciale andrà allo schermidore modicano Giorgio Avola, salito ai vertici della scherma mondiale e fresco vincitore di due medaglie d’oro agli Campionati Europei di Vienna, nel fioretto individuale e nella competizione a squadra, motivo di orgoglio per tutta la comunità sportiva iblea e di quel vasto movimento di maestri e giovani schermidori che fa capo alla Scherma Modica.
“ Ospiti del mondo dello spettacolo e del cabaret daranno contenuti spettacolari ad una cerimonia che, pur risentendo delle inevitabili tagli alle risorse pubbliche e del difficile momento economico , vuole mantenere i livelli organizzativi e di interesse raggiunti negli ultimi anni, e che si sostiene su una rete di aziende che mostrano attenzione e sensibilità verso eventi percepiti dall’immaginario comune come di “ qualità “.



Sebastiano D’Angelo – Direttore Ass. Ragusani nel Mondo

http://www.ragusaninelmondo.it/



lunes, 29 de agosto de 2011

Ancora grave, Salvatore Licitra


"Quadro clinico compromesso"
Il tenore è rimasto vittima sabato sera di un incidente stradale a Donnalucata, frazione marinara di Scicli (Ragusa). I medici "Condizioni estremamente gravi"


Ancora grave Salvatore Licitra

Le condizioni sono stazionarie, ma estremamente gravi. Il paziente sta attraversando una fase evolutiva aperta a qualsiasi evenienza", lo ha detto Sergio Pintaudi, primario del reparto di rianimazione dell'ospedale Garibaldi, sullo stato di salute del tenore Salvatore Licitra, ricoverato a Catania dopo un incidente motociclistico nel Ragusano. "Licitra - ha aggiunto il dottor Pintaudi - ha una fibra molto forte e sta lottando strenuamente, ma le sue condizioni cerebrali sono molto gravi".

Il direttore generale del Garibaldi di Catania, Angelo Pellicanò, ha definito il quadro clinico "compromesso". "Quando è arrivato nel nostro ospedale - ha spiegato Pellicanò - il paziente era già molto grave, in coma e con traumi estesi. Noi stiamo facendo il nostro lavoro al meglio, e continueremo a farlo".

L'incidente è avvenuto alle 22,30 della sera tra sabato e domenica scorsi, nella centrale via Micciché di Donnalucata, frazione marinara di Scicli. Sembra che il tenore non portasse il casco, al contrario della fidanzata, una cinese di Shangai di 29 anni, che lo indossava.

Licitra, la cui famiglia è originaria di Acate, era in zona per trascorrere un periodo di vacanza in attesa di ricevere il premio "Ragusani nel mondo", che gli sarebbe stato consegnato a Ragusa il prossimo 3 settembre.

Salvatore Licitra è nato a Berna da genitori siciliani. Dopo essersi diplomato ai "Corsi Verdiani"
a Parma, nel 1998 ha debuttato al Teatro Regio in "Un Ballo in Maschera". Il successo internazionale giunse nel maggio 2002, quando Licitra sostituì Luciano Pavarotti alla Metropolitan Opera. Le rappresentazioni di Tosca dovevano essere l'addio alla Metropolitan Opera di Pavarotti. L'opera, trasmessa su un maxischermo davanti al teatro, fu seguita da 3.000 spettatori, che tributarono al debuttante un'ovazione di diversi minuti. Da allora gli ingaggi lo hanno portato, tra l'altro, alla Wiener Staatsoper, all'Opera Bastille a Parigi, alla Royal Opera a Londra, al Teatro alla Scala a Milano, alla Staatsoper Unter den Linden e alla Deutsche Oper a Berlino, alla Staatsoper a Monaco di Baviera e ai teatri dell'opera a Parma, Roma, Firenze, Napoli, Oslo, Lisbona, Zurigo, Palermo e Torino.



(29 AGOSTO 2011)
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/08/29/news/ancora_grave_salvatore_licitra_quadro_clinico_compromesso-21000487/



Continúa de extrema gravedad, el tenor Salvatore Licitra




Tenor Salvatore Licitra continúa en estado grave, tras accidente
El cantante lírico de 42 años se estrelló contra un muro en su Vespa, el sábado por la noche, y continúa de extrema gravedad en un hospital de Catania, en Sicilia.
DPA,Roma

08:32
El tenor italiano Salvatore Licitra continúa hoy en estado "muy grave" en el hospital Garibaldi de Catania, donde fue operado tras sufrir un accidente de tránsito, informó el director de la unidad de cuidados intensivos del centro, Sergio Pintaudi.

Salvatore resultó herido en la cabeza en un accidente, ocurrido el sábado por la noche en Sicilia, donde iba a recibir un premio.

El tenor, que conducía una moto y no llevaba casco, se estrelló contra un muro.

"Licitra tiene una constitución muy robusta y lucha valientemente", dijo Pintaudi, citado por medios italianos.

"Su estado continúa sin cambios, muy grave". El tenor suizo, apodado como "el nuevo Pavarotti", estaba en coma cuando un helicóptero lo trasladó al hospital.

Su acompañante en la Vespa apenas sufrió heridas leves. Licitra alcanzó el éxito internacional en 2002, cuando durante un breve periodo reemplazó a Pavarotti en la Metropolitan Opera de Nueva York como Cavaradossi en la "Tosca" de Puccini.

http://www.elcomercio.com/cultura/Tenor-Salvatore-Licitra-continua-accidente_0_544745532.html

domingo, 28 de agosto de 2011

01.09 Ramon Vargas, tenor Visita Lima




Ramon Vargas en Lima

Ramón Vargas, aclamado tenor de fama mundial, considerado uno de los tres mejores tenores de la escena operística actual, presencia constante en el Metropolitan Opera, Covent Garden y Opera de Paris, viene a Perú para recital único con la pianista Mzia Bakhtouridze por iniciativa de TQ Producciones.

Ramón Vargas, nacido en Mexico, ha sido apuntado repetidamente por las revistas especializadas de ópera como el mejor tenor de los últimos años. Por ejemplo la alemana "Festspiele Magazin" lo ha colocado en el primer lugar de los tenores, a nivel mundial, en cuatro ocasiones. Vargas ha surgido como gran estrella al sustituir a no menos que Luciano Pavarotti en el Metropolitan de Nueva York en 1992 y desde ahí su carrera solamente ha crecido. Estrenó el año siguiente en el Teatro Alla Scala di Milano y de ahí en adelante su agenda se ocupa con cuatro a cinco años de antelación, en todos los más importantes teatros de Europa y Estados Unidos.

Empezó cantando en el Coro de Infantes de la emblemática Basílica de Guadalupe en Ciudad de Mexico y después en el Instituto de Música y Arte "Cardenal Miranda". En seguida se trasladó a Europa para estudiar y perfeccionar sus extraordinarias calidades de cantante. Fue ganador del Concurso Enrico Caruso en Milano, en 1986 y estudió con importantes maestros como Leo Müller y Rodolfo Celletti. Su incomparable talento y color de voz lo situarían en los escenarios más destacados del mundo, entre ellos La Scala de Milán (Falstaff, La Traviata, Rigoletto), la Ópera Estatal de Viena (Maria Stuarda, L'Elisir d'Amore, Lucia di Lammermoor, Roberto Devereux, La Bohème), el Covent Garden de Londres (La Traviata, Rigoletto, La Bohème), la Ópera de Paris-Bastille (Rigoletto, Traviata), el MET de Nueva York (Rigoletto, Barbiere di Siviglia, Cenerentola, L'Elisir d'Amore, Lucia di Lammermoor, La Bohème), la Ópera de San Francisco (Un Ballo in Maschera, Lucia di Lammermoor), el Teatro Colón de Buenos Aires (La Favorita), la Arena de Verona (Barbiere, Rigoletto), el Teatro Real de Madrid (Werther), entre otros.

La discografía de Ramón Vargas comprende las grabaciones integrales de óperas de Rossini: Il Barbiere di Siviglia, La scala di seta, Tancredi, Maometto II, Il Turco in Italia; de Donizetti: La Favorite, de Bellini: Zaira, I Capuleti e i Montecchi; de Verdi: Falstaff y Alzira; Werther, de Massenet y Goyescas, de Granados; varios recitales de arias de ópera, cantos navideños, y diversos programas de canciones populares italianas y mexicanas, música antigua, así como el tema de la película Possession, incluida en la banda sonora de la misma. Por sus grabaciones ha recibido numerosos premios de la crítica especializada.

Entre los galardones obtenidos por Vargas se encuentran el Premio Lauri-Volpi otorgado al mejor cantante de ópera de la temporada 1993 en Italia, y el "Gino Tani" que le asignó por unanimidad la crítica italiana en 1995. Opera Now, de Inglaterra, lo consagró como Artista del Año, en el 2000. Recibió en septiembre de 2001 el Premio Echo Klassik que otorga la Academia Fonográfica Alemana, como Mejor Cantante del Año.

Como recitalista, su repertorio abarca la canción clásica italiana, el Lied alemán, la melodía francesa y la obra vocal de compositores españoles y mexicanos de los siglos XIX y XX. Siempre acompañado de la pianista Mzia Bakhtouridze, nacida en Georgia y radicada en Italia donde es preparadora de cantantes de las óperas del Alla Scala di Milano, ha recorrido teatros de todo el mundo, siempre con enorme suceso de crítica y de público.

En el programa que presentará en Lima en el Auditorio Santa Ursula, el jueves, 01 de setiembre, a las 7:30 pm, Vargas ha incluido obras de maestros como Tchaikovsky, Liszt, Rachmaninov, además de autores contemporáneos como el catalán Montsalvatge, el brasileño Heitor Villa Lobos, el español Joaquín Turina y el mexicano Salvador Moreno. No será sorpresa si Vargas incluye de ultima hora un autor peruano en su programa.

http://www.filarmonia.org/post/2011/08/25/Una-de-las-mas-bellas-voces-del-canto-lirico-mundial-por-primera-vez-en-Peru.aspx

Exposición: La emigración italiana en Perú

Primeros italianos en el Perú



Exposición: La emigración italiana en Perú
El Instituto Italiano de Cultura presenta la exposición sobre la Emigración italiana en el Perú en ocasión de los 150 años de la unidad de Italia. Como es notorio, las migraciones de muchos italianos, a fines del siglo XIX y a principios del XX han constituido uno de los fenómenos más importantes de la historia contemporánea. Los italianos en el Perú, aunque no numerosos, como en otros países de Sudamérica, han constituido un recurso muy importante para el desarrollo del país. Esta exposición quiere recordar la historia de la emigración italiana en este país a través de documentos y testimonios de muchos italianos importantes en la vida del Perú con el objetivo de evitar que se olvide esta preciosa memoria.


Informaciones
Fecha: martes, 09 de agosto de 2011 - viernes, 09 de septiembre de 2011
Horarios: 7.00 p.m.
Lugar: Galería Mario Sironi (Av. Arequipa 1055, Santa Beatriz - Lima)
Organizado por: Instituto Italiano de Cultura
En colaboración con :
Ingreso libre

http://www.iiclima.esteri.it/IIC_Lima/





30.08 Santa Rosa de Lima





Santa Rosa de Lima
(1586-1617)





"Rosa de Lima, la más bella rosa que ha producido nuestro
continente, no dejes un solo día de rezar a tu gran amigo Jesucristo,
por este continente americano tan supremamente necesitado
de las bendiciones de Dios."







El Papa Inocencio IX dijo de esta santa un elogio admirable: "Probablemente no ha habido en América un misionero que con sus predicaciones haya logrado más conversiones que las que Rosa de Lima obtuvo con su oración y sus mortificaciones".
Nació en Lima, Perú, en 1586 (año de la aparición de la Virgen en Chiquinquirá) fue la primera mujer americana declarada santa por la Iglesia Católica.



Cambio de Nombre.
En el bautizo le pusieron el nombre de Isabel, pero luego la mamá al ver que al paso de los años su rostro se volvía sonrosado y hermoso como una rosa, empezó a llamarla con el nombre de Rosa. Y, el Sr. Arzobispo, quien fuera despues Santo Toribio de Mogrovejo, al darle la confirmación le puso definitivamente ese nombre, con el cual es conocida ahora en todo el mundo.



Evitando Peligros.
Desde pequeñita Rosa tuvo una gran inclinación a la oración y a la meditación. Un día rezando ante una imagen de la Virgen María le pareció que el niño Jesús le decía: "Rosa conságrame a mí todo tu amor". Y en adelante se propuso no vivir sino para amar a Jesucristo. Y al ir a su hermano decir que si muchos hombres se enamoraban perdidamente era por la atracción de una larga cabellera ó de una piel muy hermosa, se cortó el cabello y se propuso llevar el rostro cubierto con un velo, para no ser motivo de tentaciones para nadie. Quería dedicarse únicamente a amar a Jesucristo.



Renunciando a un Amor.
Un joven de alta clase social se enamoró de Rosa y quería casarse con ella. Sus padres estaban muy entusiasmados porque ellos eran pobres y esto daría a la joven un porvenir brillante. Pero ella, aunque hubo serios disgustos en la familia, les declaró que se había propuesto que su amor sería totalmente para Dios y que renunciaba por completo a todo matrimonio, por brillante que fuera.



Vocación Detenida.
Se propuso irse de monja agustina, pero el día en que fue a arrodillarse ante la imagen de la Virgen Santísima para pedirle que le iluminara si debía irse de monja o no, sintió que no podía levantarse del suelo donde estaba arrodillada. Llamó a su hermano a que le ayudara a levantarse pero él tampoco fue capaz de moverla de allí. Entonces se dio cuenta de que la voluntad de Dios era otra y le dijo a Nuestra Señora: "Oh Madre Celestial, si Dios no quiere que yo me vaya a un convento, desisto desde ahora de su idea". Tan pronto pronunció estas palabras quedó totalmente sin parálisis y se pudo levantar del suelo fácilmente.



Una Mariposa Señala el Color.
Seguía pidiéndole a Dios que le indicara a que asociación religiosa debería ingresar. Y de pronto empezó a llegar junto a ella cada día una mariposa de blanco y negro. Y revoloteaba junto a sus ojos. Con esto le pareció entender que debería buscar una asociación que tuviera un hábito de blanco y negro. Y descubrió que eran las terciarias dominicas, unas mujeres que se vestían con túnica blanca y manto negro y llevaban vida como de religiosas, pero vivían en sus propias casas. Y pidió ser admitida y la aceptaron.



Su Patrona y su Modelo.
Entonces vino a saber que la más famosa terciaria dominica es Santa Catalina de Siena (29 de abril) y se propuso estudiar su vida e imitarla en todo. Y lo logró de manera admirable. Se fabricó una túnica blanca y el manto negro y el velo también negro para la cabeza, y así empezó a asistir a las reuniones religiosas del templo.



Encierro Total.
Pero sucedió que la gente admirada de su comportamiento empezó a señalarla y a llamarla "la santa". Entonces ella que sabía que nada es tan peligroso como la vanidad y el orgullo y el deseo de aparecer, se fabricó una pequeña habitación en el solar de la casa donde vivía y allí se dedicó a practicar por largas horas del día y de la noche sus meditaciones, sus penitencias y sus muchas oraciones. Allí pasará el resto de su vida y solamente saldrá para ir a misa ó a socorrer a algún enfermo.



Ganando el Pan con el Sudor.
Su padre fracasó en el negocio de una mina y la familia quedó en gran pobreza. Entonces Rosa se dedicó durante varias horas de cada día a cultivar un huerto en el solar de la casa y durante varias horas de la noche a hacer costuras, para ayudar a los gastos del hogar.




Santa Rosa de Lima (Óleo de Murillo)



Ataques Varios.
El demonio la atacaba de muy diversas maneras. Y las tentaciones impuras la hacían sufrir enormemente. Además le llegaban épocas de terribles sequedades espirituales en las cuales todo lo que fuera oración, meditación ó penitencias le producía horror y asco. Y fuera de eso la gente se burlaba de su comportamiento y los mismos familiares la consideraban equivocada en su modo de vivir. Alguna vez le protestó amorosamente a Jesucristo por todo esto, diciéndole: "Señor, ¿y a dónde te vas cuando me dejas sola en estas terribles tempestades?". Y oyó que Jesús le decía: "Yo no me he ido lejos. Estaba en tu espíritu dirigiendo todo para que la barquilla de tu alma no sucumbiera en medio de la tempestad".



Sus Penitencias.
Es difícil encontrar en América otro caso de mujer que haya hecho mayores penitencias. No las vamos a describir todas aquí porque muchas de ellas no son para imitar. Pero sí tenemos que decir que lo primero que se propuso mortificar fue su orgullo, su amor propio, su deseo de aparecer y de ser admirada y conocida. Y en ella, como en todas las cenicientas del mundo se ha cumplido lo que dijo Jesús: "quien se humilla será enaltecido".Una segunda penitencia de Rosa de lima fue la de los alimentos. Su ayuno era casi continuo. Y su abstinencia de carnes era perpetua. Comía lo mínimo necesario para no desfallecer de debilidad. Aún los días de mayores calores, no tomaba bebidas refrescantes de ninguna clase, y aunque a veces la sed la atormentaba, le bastaba mirar el crucifijo y recordar la sed de Jesús en la cruz, para tener valor y seguir aguantando su sed, por amor a Dios.
Dormía sobre duras tablas, con un palo por almohada. Alguna vez que le empezaron a llegar deseos de cambiar sus tablas por un colchón y una almohada, miró al crucifijo y le pareció que Jesús le decía: "Mi cruz, era mucho más cruel que todo esto". Y desde ese día nunca más volvió a pensar en buscar un lecho más cómodo.



Sus Dolores.
Distintas enfermedades la atacaron por mucho tiempo. Cuando algunas personas la criticaban por sus demasiadas penitencias, les respondía: "Si ustedes supieran lo hermosa que es un alma sin pecado, estarían dispuestos a sufrir cualquier martirio con tal de mantener el alma en gracia de Dios". Y ella sí que los sufrió. En sus últimos meses exclamaba: "Nunca pensé que una persona tuviera que sufrir tanto, tanto como lo que yo estoy sufriendo. Pero Jesucristo me concede valor para soportarlo todo."Los últimos años vivía continuamente en un ambiente de oración mística, con la mente casi ya más en el cielo que en la tierra. Su oración y sus sacrificios y penitencias conseguían numerosas conversiones de pecadores, y aumento de fervor en muchos religiosos y sacerdotes. En la ciudad de Lima había ya una convicción general de que esta muchacha era una verdadera santa.



Anuncio de la Fecha de su Muerte.
Desde 1614 ya cada año al llegar la fiesta de San Bartolomé, el 24 de agosto, demuestra su gran alegría. Y explica el porqué de este comportamiento: "Es que en una fiesta de San Bartolomé iré para siempre a estar cerca de mi redentor Jesucristo". Y así sucedió. El 24 de agosto del año 1617, después de terrible y dolorosa agonía, expiró con la alegría de irse a estar para siempre junto al amadísimo Salvador. Tenía 31 años.



Funeral de Primera.
Y a esta muchacha pobre y sin estudios le hicieron un funeral poco común en la ciudad de Lima. La primera cuadra llevaron su ataúd los monseñores de la catedral, como lo hacían cuando moría un arzobispo. La segunda cuadra lo llevaron los senadores (u oidores), como lo hacían cuando moría un virrey. Y la tercera cuadra lo llevaron los religiosos de las Comunidades, para demostrarle su gran veneración. El entierro hubo que dejarlo para más tarde porque inmensas multitudes querían visitar su cadáver, y filas interminables de fieles pasaban con devota veneración frente a él. Después la sepultaron en una de las paredes del templo.



Honores Finales.
Los milagros empezaron a sucederse en favor de los que invocaban la intercesión de Rosa, y el Sumo Pontífice la declaró santa y la proclamó Patrona de América Latina.


Ver Etiquetas : Santa Rosa de Lima
http://www.ewtn.com/

sábado, 27 de agosto de 2011

Parroquia de Fatima: Cursos y Catequesis




Avisos de interés

El horario de misas para el próximo martes 30 de agosto, Fiesta de Santa Rosa de Lima, será como el de todos los domingos.

En el despacho parroquial se encuentran abiertas las inscripciones para los siguientes cursos y catequesis:
o Catecismo del Buen Pastor para niños y niñas entre 3 y 5 años. Los sábados entre las 9.30 y las 10.30 de la mañana.
o Dando razones de nuestra esperanza. Los martes de septiembre a noviembre de 7.30 a 9.00 de la noche. Expositor: P. Gerardo Aste, SJ
o Taller del Perdón Espere. Los viernes, desde el 2 de septiembre, de 6 a 9 de la noche.
o Continuación del Curso Bíblico: Los Evangelios y su tiempo. Todos los lunes desde el 5 de septiembre de 7.30 a 9.00 de la noche. Expositor: P. Antonio Hernández, SJ
o Forma tu Fe: Los lunes de septiembre de 4.30 a 6.00 pm
o La Calidad de Vida ¿Qué significa? Los jueves a partir de septiembre, entre las 7.30 y las 8.30 de la noche. Expositor: P. Adolfo Franco, SJ
Para mayor información, hacer click en el siguiente link: http://www.parroquiafatima.org/index.php?option=com_content&view=category&id=45%3Acalendario-de-cursos&Itemid=149&layout=default&lang=es



Homilia del Domingo XXII - T.O. A


Perder el mundo para ganarte a Ti

“¡Apártate de mi Satanás!”
Domingo XXII T.O. - A
(Mateo 16, 21-27)
28 de agosto de 2011



Estimados Hermanos:
¿Quién no quiere realizarse como persona? ¿Quién no busca, por todos los medios, su plenitud? ¿Quién no aspira a ser feliz? El carbón o el estaño, el naranjo o la margarita, la vaca o el ciervo, no necesitan preocuparse por su realización; están programados para cumplir su meta. Si encuentran las condiciones necesarias, serán lo que tienen que ser y ya está... Pero nosotros... Nosotros somos otro cuento… La realización no nos llega automáticamente, sino que tenemos que construirla paso a paso, escalón tras escalón. El camino de los hombres y las mujeres ‘se hace al andar’, decía el poeta andaluz y cantaba el juglar catalán… no encontramos hecho el camino, lo tenemos que hacer.
Pero, ¿cuál es el camino que nos lleva a desplegar todas nuestras potencialidades? ¿Cómo llegar a ser auténticamente humanos? ¿Cómo llegar a ser plenamente felices? La familia, con muy buenas intenciones, pero no siempre de manera acertada, nos advierte sobre las ventajas y los peligros de una u otra opción profesional, matrimonial, existencial... Los amigos y amigas nos aconsejan, muchas veces de acuerdo a su propia experiencia, por dónde debemos seguir... La sociedad, a través de los medios de comunicación y la publicidad, nos señala senderos de plenitud y felicidad, que terminan siendo sólo realidad de novela o alegrías de cartón... Todos quieren ayudarnos a encontrar el secreto de la felicidad.
Sin embargo, a casi nadie se le ocurre decirnos que para encontrar la vida, tenemos que perderla. ¡Qué locura! ¡Cómo se te ocurre! ¡Estás loco! Como Pedro, cuando escuchó a Jesús diciendo que “tendría que ir a Jerusalén, y que los ancianos, los jefes de los sacerdotes y los maestros de la ley lo harían sufrir mucho”, nuestros seres queridos, nuestros amigos, la sociedad entera nos lleva aparte y nos reprende: “¡Dios no lo quiera (...)! ¡Esto no puede pasar!”
La reacción de Jesús es tal vez la expresión más fuerte que haya dirigido a ningún ser humano; a los fariseos los llamó “raza de víboras”; a los escribas les dijo “sepulcros blanqueados”; a Pedro le dice: “¡Apártate de mí Satanás, pues eres un tropiezo para mí! Tu no ves las cosas como las ve Dios, sino como las ven los hombres”. Poco antes Lo había llamado dichoso (...) porque esto no lo conociste por medios humanos, sino porque te lo reveló mi Padre que está en el cielo”.
El camino de la felicidad es el despojo de nosotros mismos y de nuestras seguridades: “Si alguno quiere ser discípulo mío, olvídese de sí mismo, cargue con su cruz y sígame. Porque el que quiera salvar su vida, la perderá; pero el que pierda la vida por causa mía, la encontrará. ¿De qué le sirve al hombre ganar el mundo entero, si pierde la vida?”
¿En qué dirección va la búsqueda de nuestra plenitud? ¿Hacia dónde caminamos cuando aspiramos a realizarnos en la vida? ¿Dónde buscamos la felicidad? Este camino que nos señala el Señor es el único que nos podrá llevar al desarrollo pleno de todas nuestras potencialidades. A los otros planes y proyectos, habrá que decirles con sencillez, pero con decisión: “¡Apártate de mi Satanás!”

Homilia escrita por el P. Hermann Rodríguez Osorio, S.J.*
• Sacerdote jesuita, Decano académico de la Facultad de Teología de la Pontificia Universidad Javeriana – Bogotá

http://blogs.periodistadigital.com/encuentros-con-la-palabra.php/2011/08/24/p300687#more300687


jueves, 25 de agosto de 2011

04.09: Gloria Polo en Lima











Encuentro Internacional
CATOLICO VIVE TU FE
Domingo 04 Setiembre 2011
09:00 am - 04:00 pm

Lugar: Cuasi Parroquia
“San Esteban Rey de Hungría”
Av. San Juan 411 altura paradero CT
Zona B - San Juan de Miraflores
_____________________________
Venta de entradas:
Librería Salesiana – Breña
Parroquia San Esteban / Oficina Nacional de OMP
Colaboración S/. 10.00
Informes 450-3613
http://www.micristovivo.com/
Misioneros de Cristo Vivo






miércoles, 24 de agosto de 2011

24.08 San Bartolomé, apóstol



San Bartolome, Apóstol

A este santo (que fue uno de los doce apóstoles de Jesús) lo pintaban los antiguos con la piel en sus brazos como quien lleva un abrigo, porque la tradición cuenta que su martirio consistió en que le arrancaron la piel de su cuerpo, estando él aún vivo.
Parece que Bartolomé es un sobrenombre o segundo nombre que le fue añadido a su antiguo nombre que era Natanael (que significa "regalo de Dios") Muchos autores creen que el personaje que el evangelista San Juan llama Natanael, es el mismo que otros evangelistas llaman Bartolomé. Porque San Mateo, San Lucas y San Marcos cuando nombran al apóstol Felipe, le colocan como compañero de Felipe a Natanael.

El encuentro más grande de su vida.
El día en que Natanael o Bartolomé se encontró por primera vez a Jesús fue para toda su vida una fecha memorable, totalmente inolvidable. El evangelio de San Juan la narra de la siguiente manera: "Jesús se encontró a Felipe y le dijo: "Sígueme". Felipe se encontró a Natanael y le dijo: "Hemos encontrado a aquél a quien anunciaron Moisés y los profetas. Es Jesús de Nazaret". Natanael le respondió: " ¿Es que de Nazaret puede salir algo bueno?" Felipe le dijo: "Ven y verás". Vio Jesús que se acercaba Natanael y dijo de él: "Ahí tienen a un israelita de verdad, en quien no hay engaño" Natanael le preguntó: "¿Desde cuando me conoces?" Le respondió Jesús: "antes de que Felipe te llamara, cuando tú estabas allá debajo del árbol, yo te vi". Le respondió Natanael: "Maestro, Tú eres el Hijo de Dios, Tú eres el Rey de Israel". Jesús le contestó: "Por haber dicho que te vi debajo del árbol, ¿crees? Te aseguró que verás a los ángeles del cielo bajar y subir alrededor del Hijo del Hombre." (Jn. 1,43 ).

Felipe, lo primero que hizo al experimentar el enorme gozo de ser discípulo de Jesús fue ir a invitar a un gran amigo a que se hiciera también seguidor de tan excelente maestro. Era una antorcha que encendía a otra antorcha. Pero nuestro santo al oír que Jesús era de Nazaret (aunque no era de ese pueblo sino de Belén, pero la gente creía que había nacido allí) se extrañó, porque aquél era uno de los más pequeños e ignorados pueblecitos del país, que ni siquiera aparecía en los mapas. Felipe no le discutió a su pregunta pesimista sino solamente le hizo una propuesta: "¡Ven y verás que gran profeta es!"


Una revelación que lo convenció.
Y tan pronto como Jesús vio que nuestro santo se le acercaba, dijo de él un elogio que cualquiera de nosotros envidiaría: "Este si que es un verdadero israelita, en el cual no hay engaño". El joven discípulo se admira y le pregunta desde cuándo lo conoce , y el Divino Maestro le añade algo que le va a conmover: "Allá, debajo de un árbol estabas pensando qué sería de tu vida futura. Pensabas: ¿Qué querrá Dios que yo sea y que yo haga? Cuando estabas allá en esos pensamientos, yo te estaba observando y viendo lo que pensabas". Aquélla revelación lo impresionó profundamente y lo convenció de que este sí era un verdadero profeta y un gran amigo de Dios y emocionado exclamó: "¡Maestro, Tú eres el hijo de Dios! ¡Tú eres el Rey de Israel! ¡Maravillosa proclamación! Probablemente estaba meditando muy seriamente allá abajo del árbol y pidiéndole a Dios que le iluminara lo que debía de hacer en el futuro, y ahora viene Jesús a decirle que El leyó sus pensamientos. Esto lo convenció de que se hallaba ante un verdadero profeta, un hombre de Dios que hasta leía los pensamientos. Y el Redentor le añadió una noticia muy halagadora. Los israelitas se sabían de memoria la historia de su antepasado Jacob, el cuál una noche, desterrado de su casa, se durmió junto a un árbol y vio una escalera que unía la tierra con el cielo y montones de ángeles que bajaban y subían por esa escalera misteriosa. Jesús explica a su nuevo amigo que un día verá a esos mismos ángeles rodear al Hijo del Hombre, a ese salvador del mundo, y acompañarlo, al subir glorioso a las alturas.


Desde entonces nuestro santo fue un discípulo incondicional de este enviado de Dios, Cristo Jesús que tenía poderes y sabiduría del todo sobrenaturales. Con los otros 11 apóstoles presenció los admirables milagros de Jesús, oyó sus sublimes enseñanzas y recibió el Espíritu Santo en forma de lenguas de fuego.


El libro muy antiguo, y muy venerado, llamado el Martirologio Romano, resume así la vida posterior del santo de hoy: "San Bartolomé predicó el evangelio en la India. Después pasó a Armenia y allí convirtió a muchas gentes. Los enemigos de nuestra religión lo martirizaron quitándole la piel, y después le cortaron la cabeza".


Para San Bartolomé, como para nosotros, la santidad no se basa en hacer milagros, ni en deslumbrar a otros con hazañas extraordinarias, sino en dedicar la vida a amar a Dios, a hacer conocer y amar mas a Jesucristo, y a propagar su santa religión, y en tener una constante caridad con los demás y tratar de hacer a todos el mayor bien posible.


22.08 : Santa Maria, Reina del Universo




Hoy, 22 de Agosto, la Iglesia Universal se viste de celeste cielo para celebrar la fiesta de SANTA MARÍA VIRGEN, REINA DEL UNIVERSO, instituida solemnemente por el Papa Pío XII el año 1955, y trasladada a la octava de la fiesta de la Asunción. La Iglesia en la constitución dogmatiza "Lumen gentium" del Concilio Vaticano lI, declaró que "María fue asunta a la gloria celestial y fue ensalzada por el Señor como Reina Universal".
Unidos, pues, a los muchos que veneran a María como reina del universo y a cuantos hacen de su vida un servicio filial a ella por amor a Dios, brindemos nuestro vivo aplauso a Santa María Virgen, Reina del Universo.

Meditacion

QUERIDA MARÍA: en este día de tu fiesta permítenos recordar algunos hechos importantes de la devoción a tí como reina del universo. Ya en el siglo IV en algunas imágenes muy antiguas, junto a Cristo Pantocrátor, es decir Rey Soberano, estas representada como madre. En la edad media en muchos de los hermosos himnos que se compusieron en tu honor, tú recibes el honroso título de Reina. Muchos de estos se cantan aún hoy día, como el Salve Reina o Ave Reina, los misterios del Rosario y las letanías lauretanas. En todos te honran como reina. Aunque el hombre contemporáneo esté menos inclinado a considerar este título real y prefiere sustituirlo por el de servicio, no podemos negar que junto con el título de Cristo Rey figuras tú, María, con el título real de "La madre del Señor'. Por eso, en muchos congresos marianos como el de Leon o Friburgo, se pidió la institución de una fiesta para honrarte como Reina. Y tanto más, después de la creación de la fiesta de Cristo Rey. El movimiento internacional "Por la realeza de María, fundado por María de Desideri, recogió peticiones en todo el mundo en favor de esta fiesta, oficialmente creada por Pío XII. Los textos de esta fiesta te cantan como reina y como madre: "hoy María sube a los cielos, alégrense porque reina con Cristo para siempre". María, tú eres reina del universo, por tu belleza, por tu autoridad, por tu bondad y misericordiosa asistencia a tus hijos. Contigo como reina sabemos que lograremos hacer el reino de Dios en nuestro mundo.

RV - Padre Javier San Martin SJ - Sra Cecilia Mutual

22.08 : Fiesta de Santo Toribio de Mogrovejo en Macate 2011




FIESTA DE MACATE "SANTO TORIBIO"



Procesión de Santo Toribio en Macate-Ancash –Perú.
Así fue el año pasado, este año mejor.



LA PARROQUIA SANTO TORIBIO DE MACATE ESTÁ DE FIESTA - 2011

Hoy, a las 10 a.m., se realizo la santa misa de fiesta y al mediodía la procesión de la imagen desde el pueblo hasta la zona del Milagro de Santo Toribio. Una segunda procesión se realizará el 23 de agosto por las calles de Macate, luego de la misa de 10 a.m.

http://www.obispadodechimbote.org/

JMJ2011: : “España es una gran nación que puede progresar sin renunciar a su alma religiosa”



Benedicto XVI: “España es una gran nación que puede progresar sin renunciar a su alma religiosa”


21 de agosto, 2011. (Romereports.com) Benedicto XVI ha concluido su tercera visita a España con un acto en el Aeropuerto de Barajas de Madrid. Le han despedido diferentes autoridades entre las que se encontraban los reyes de España y el presidente del Congreso de Diputados de España, José Bono. La pequeña guardia suiza también ha querido escoltarle en sus últimos momentos en la capital española.

El Rey de España Juan Carlos señaló la importancia de la formación de la juventud y la necesidad de que se centren en el bien común y acepten su responsabilidad ante la sociedad.

Juan Carlos Rey de España
“El exito y la repercusión alcanzados han contado con el trabajo esfuerzo y dedicación de tantas personas entre las que los voluntarios merecen una especial mención”.

El Papa ha agradecido la labor de los organizadores, voluntarios, autoridades y fuerzas de seguridad por la buena marcha de la Jornada Mundial de la Juventud.

Benedicto XVI
“España es una gran nación que, en una convivencia sanamente abierta, plural y respetuosa, sabe y puede progresar sin renunciar a su alma profundamente religiosa y católica. Lo ha manifestado una vez más en estos días, al desplegar su capacidad técnica y humana en una empresa de tanta trascendencia y de tanto futuro”.

El Papa ha resaltado que es el Espíritu Santo el que guía a la Iglesia incluso cuando afronta momentos difíciles.

Benedicto XVI
“Esto es obra del Espíritu Santo, que hace presente a Jesucristo en los corazones de los jóvenes de cada época y les muestra así la grandeza de la vocación divina de todo ser humano. Hemos podido comprobar también cómo la gracia de Cristo derrumba los muros y franquea las fronteras que el pecado levanta entre los pueblos y las generaciones”.

Benedicto XVI recordó especialmente a las familias que pasan por dificultades, los enfermos, los mayores, los niños y los parados. Además aseguró que la juventud aportará lo mejor de sí misma para afrontar los desafíos del país.

CB CTV JM -BN
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Discurso de despedida de Benedicto XVI de Madrid JMJ 2011
Domingo 21 de agosto de 2011

Majestades,
Distinguidas Autoridades nacionales, autonómicas y locales,
Señor Cardenal Arzobispo de Madrid y Presidente de la Conferencia Episcopal Española,
Señores Cardenales y Hermanos en el Episcopado,
Amigos todos:

Ha llegado el momento de despedirnos. Estos días pasados en Madrid, con una representación tan numerosa de jóvenes de España y todo el mundo, quedarán hondamente grabados en mi memoria y en mi corazón.

Majestad, el Papa se ha sentido muy bien en España. También los jóvenes protagonistas de esta Jornada Mundial de la Juventud han sido muy bien acogidos aquí y en tantas ciudades y localidades españolas, que han podido visitar en los días previos a la Jornada.

Gracias a Vuestra Majestad por sus cordiales palabras y por haber querido acompañarme tanto en el recibimiento como, ahora, al despedirme. Gracias a las Autoridades nacionales, autonómicas y locales, que han mostrado con su cooperación fina sensibilidad por este acontecimiento internacional. Gracias a los miles de voluntarios, que han hecho posible el buen desarrollo de todas las actividades de este encuentro: los diversos actos literarios, musicales, culturales y religiosos del «Festival joven», las catequesis de los Obispos y los actos centrales celebrados con el Sucesor de Pedro. Gracias a las fuerzas de seguridad y del orden, así como a los que han colaborado prestando los más variados servicios: desde el cuidado de la música y de la liturgia, hasta el transporte, la atención sanitaria y los avituallamientos.

España es una gran Nación que, en una convivencia sanamente abierta, plural y respetuosa, sabe y puede progresar sin renunciar a su alma profundamente religiosa y católica. Lo ha manifestado una vez más en estos días, al desplegar su capacidad técnica y humana en una empresa de tanta trascendencia y de tanto futuro, como es el facilitar que la juventud hunda sus raíces en Jesucristo, el Salvador.

Una palabra de especial gratitud se debe a los organizadores de la Jornada: al Cardenal Presidente del Pontificio Consejo para los Laicos y a todo el personal de ese Dicasterio; al Señor Cardenal Arzobispo de Madrid, Antonio María Rouco Varela, junto con sus Obispos auxiliares y toda la archidiócesis; en particular, al Coordinador General de la Jornada, Monseñor César Augusto Franco Martínez, y a sus colaboradores, tantos y tan generosos. Los Obispos han trabajado con solicitud y abnegación en sus diócesis para la esmerada preparación de la Jornada, junto con los sacerdotes, personas consagradas y fieles laicos. A todos, mi reconocimiento, junto con mi súplica al Señor para que bendiga sus afanes apostólicos.

Y no puedo dejar de dar las gracias de todo corazón a los jóvenes por haber venido a esta Jornada, por su participación alegre, entusiasta e intensa. A ellos les digo: Gracias y enhorabuena por el testimonio que habéis dado en Madrid y en el resto de ciudades españolas en las que habéis estado. Os invito ahora a difundir por todos los rincones del mundo la gozosa y profunda experiencia de fe vivida en este noble País. Transmitid vuestra alegría especialmente a los que hubieran querido venir y no han podido hacerlo por las más diversas circunstancias, a tantos como han rezado por vosotros y a quienes la celebración misma de la Jornada les ha tocado el corazón. Con vuestra cercanía y testimonio, ayudad a vuestros amigos y compañeros a descubrir que amar a Cristo es vivir en plenitud.

Dejo España contento y agradecido a todos. Pero sobre todo a Dios, Nuestro Señor, que me ha permitido celebrar esta Jornada, tan llena de gracia y emoción, tan cargada de dinamismo y esperanza. Sí, la fiesta de la fe que hemos compartido nos permite mirar hacia adelante con mucha confianza en la providencia, que guía a la Iglesia por los mares de la historia. Por eso permanece joven y con vitalidad, aun afrontando arduas situaciones. Esto es obra del Espíritu Santo, que hace presente a Jesucristo en los corazones de los jóvenes de cada época y les muestra así la grandeza de la vocación divina de todo ser humano. Hemos podido comprobar también cómo la gracia de Cristo derrumba los muros y franquea las fronteras que el pecado levanta entre los pueblos y las generaciones, para hacer de todos los hombres una sola familia que se reconoce unida en el único Padre común, y que cultiva con su trabajo y respeto todo lo que Él nos ha dado en la Creación.

Los jóvenes responden con diligencia cuando se les propone con sinceridad y verdad el encuentro con Jesucristo, único redentor de la humanidad. Ellos regresan ahora a sus casas como misioneros del Evangelio, «arraigados y cimentados en Cristo, firmes en la fe», y necesitarán ayuda en su camino. Encomiendo, pues, de modo particular a los Obispos, sacerdotes, religiosos y educadores cristianos, el cuidado de la juventud, que desea responder con ilusión a la llamada del Señor. No hay que desanimarse ante las contrariedades que, de diversos modos, se presentan en algunos países. Más fuerte que todas ellas es el anhelo de Dios, que el Creador ha puesto en el corazón de los jóvenes, y el poder de lo alto, que otorga fortaleza divina a los que siguen al Maestro y a los que buscan en Él alimento para la vida. No temáis presentar a los jóvenes el mensaje de Jesucristo en toda su integridad e invitarlos a los sacramentos, por los cuales nos hace partícipes de su propia vida.

Majestad, antes de volver a Roma, quisiera asegurar a los españoles que los tengo muy presentes en mi oración, rezando especialmente por los matrimonios y las familias que afrontan dificultades de diversa naturaleza, por los necesitados y enfermos, por los mayores y los niños, y también por los que no encuentran trabajo. Rezo igualmente por los jóvenes de España. Estoy convencido de que, animados por la fe en Cristo, aportarán lo mejor de sí mismos, para que este gran País afronte los desafíos de la hora presente y continúe avanzando por los caminos de la concordia, la solidaridad, la justicia y la libertad. Con estos deseos, confío a todos los hijos de esta noble tierra a la intercesión de la Virgen María, nuestra Madre del Cielo, y los bendigo con afecto. Que la alegría del Señor colme siempre vuestros corazones. Muchas gracias.

Libreria Editrice Vaticana



JMJ2011. El Papa se reunio con los voluntarios para darles las gracias




JMJ Madrid 2011. El Papa se reúne con los voluntarios para darles las gracias
21 de agosto, 2011. (Romereports.com) La visita del Papa a Madrid va tocando a su fin. Antes de irse, Benedicto XVI se ha reunido con 12.000 de los 40.000 voluntarios en un pabellón de IFEMA de Madrid.

Card. Antonio María Rouco Varela
Arzobispo de Madrid
“La despedida se les hace difícil, ¡se nos hace difícil a todos! Ha oído estos días de sus labios juveniles reiteradamente el "¡le queremos!". Eso es: ¡le queremos, Santo Padre! ¡Bendíganos!”.

Ha sido un encuentro muy cercano en el que se han podido escuchar testimonios directos de quienes han ayudado a coordinar estas jornadas.

Javier Reyes
Voluntario
“¡Gracias de nuevo, Santo Padre, por estar a nuestro lado, por confiar en nosotros y por tenernos siempre presentes en sus oraciones. Vuelva siempre que quiera a esta su casa, de puertas abiertas. Gracias, gracias, gracias”.

Giselle Azevedo
Voluntaria
“He sido voluntaria de la Jornada Mundial de la Juventud 2011 en Madrid, por gratitud... Participé en la Jornada de Colonia y me impresionó ver la valentía de aquella multitud de jóvenes al expresar su fe. El silencio y el entusiasmo con que escuchaban sus palabras”.

El Papa ha agradecido a esta amplia representación de voluntarios su capacidad de entrega en estos días de la JMJ.

Benedicto XVI
“Queridos voluntarios: al concluir los actos de esta inolvidable Jornada Mundial de la Juventud, he querido detenerme aquí, antes de regresar a Roma, para daros las gracias muy vivamente por vuestro inestimable servicio. Es un deber de justicia y una necesidad del corazón”.

Benedicto XVI también resaltó que deben de ser generosos a la llamada de Dios.

Benedicto XVI
“Quizás alguno esté pensando: el Papa ha venido a darnos las gracias y se va pidiendo. Sí, así es. Ésta es la misión del Papa, Sucesor de Pedro. Y no olvidéis que Pedro, en su primera carta, recuerda a los cristianos el precio con que han sido rescatados: el de la sangre de Cristo. Quien valora su vida desde esta perspectiva sabe que al amor de Cristo solo se puede responder con amor, y eso es lo que os pide el Papa en esta despedida: que respondáis con amor a quien por amor se ha entregado por vosotros”.

El Papa se despidió de ellos después de darles su bendición.

CB RR JM BN

Discurso a los voluntarios del Santo Padre en Madrid


Domingo 21 de agosto de 2011
Queridos voluntarios
Al concluir los actos de esta inolvidable Jornada Mundial de la Juventud, he querido detenerme aquí, antes de regresar a Roma, para daros las gracias muy vivamente por vuestro inestimable servicio. Es un deber de justicia y una necesidad del corazón. Deber de justicia, porque, gracias a vuestra colaboración, los jóvenes peregrinos han podido encontrar una amable acogida y una ayuda en todas sus necesidades. Con vuestro servicio habéis dado a la Jornada Mundial el rostro de la amabilidad, la simpatía y la entrega a los demás.

Mi gratitud es también una necesidad del corazón, porque no solo habéis estado atentos a los peregrinos, sino también al Papa, a mi. En todos los actos en los que he participado, allí estabais vosotros: unos visiblemente y otros en un segundo plano, haciendo posible el orden requerido para que todo fuera bien. No puedo tampoco olvidar el esfuerzo de la preparación de estos días. Cuántos sacrificios, cuánto cariño. Todos, cada uno como sabía y podía, puntada a puntada, habéis ido tejiendo con vuestro trabajo y oración el maravillo cuadro multicolor de esta Jornada. Muchas gracias por vuestra dedicación. Os agradezco este gesto entrañable de amor.

Muchos de vosotros habéis debido renunciar a participar de un modo directo en los actos, al tener que ocuparos de otras tareas de la organización. Sin embargo, esa renuncia ha sido un modo hermoso y evangélico de participar en la Jornada: el de la entrega a los demás de la que habla Jesús. En cierto sentido, habéis hecho realidad las palabras del Señor: «Si uno quiere ser el primero, sea el último de todos y el servidor de todos» (Mc 9,35). Tengo la certeza de que esta experiencia como voluntarios os ha enriquecido a todos en vuestra vida cristiana, que es fundamentalmente un servicio de amor. El Señor trasformará vuestro cansancio acumulado, las preocupaciones y el agobio de muchos momentos en frutos de virtudes cristianas: paciencia, mansedumbre, alegría en el darse a los demás, disponibilidad para cumplir la voluntad de Dios. Amar es servir y el servicio acrecienta el amor. Pienso que es este uno de los frutos más bellos de vuestra contribución a la Jornada Mundial de la Juventud. Pero esta cosecha no la recogéis solo vosotros, sino la Iglesia entera que, como misterio de comunión, se enriquece con la aportación de cada uno de sus miembros.

Al volver ahora a vuestra vida ordinaria, os animo a que guardéis en vuestro corazón esta gozosa experiencia y a que crezcáis cada día más en la entrega de vosotros mismos a Dios y a los hombres. Es posible que en muchos de vosotros se haya despertado tímida o poderosamente una pregunta muy sencilla: ¿Qué quiere Dios de mí? ¿Cuál es su designio sobre mi vida? ¿Me llama Cristo a seguirlo más de cerca? ¿No podría yo gastar mi vida entera en la misión de anunciar al mundo la grandeza de su amor a través del sacerdocio, la vida consagrada o el matrimonio? Si ha surgido esa inquietud, dejaos llevar por el Señor y ofreceos como voluntarios al servicio de Aquel que «no ha venido a ser servido sino a servir y a dar su vida como rescate por muchos» (Mc 10,45). Vuestra vida alcanzará una plenitud insospechada. Quizás alguno esté pensando: el Papa ha venido a darnos las gracias y se va pidiendo. Sí, así es. Ésta es la misión del Papa, Sucesor de Pedro. Y no olvidéis que Pedro, en su primera carta, recuerda a los cristianos el precio con que han sido rescatados: el de la sangre de Cristo (cf. 1P 1, 18-19). Quien valora su vida desde esta perspectiva sabe que al amor de Cristo solo se puede responder con amor, y eso es lo que os pide el Papa en esta despedida: que respondáis con amor a quien por amor se ha entregado por vosotros. Gracias de nuevo y que Dios vaya siempre con vosotros.
Librería Editrice Vaticana


Palabras de voluntario y la voluntaria en el encuentro de Benedicto XVI con voluntarios JMJ


Saludo del Voluntario
Querido Santo Padre, me llamo Javier Reyes, tengo 25 años, soy maestro y un voluntario de la JMJ de Madrid.

Quiero darle las gracias en nombre de todos los que hemos trabajado para que los jóvenes pudiéramos vivir esta maravillosa experiencia y fiesta de fe.
Santidad, cuando convocó a todos los jóvenes del mundo a la Jornada Mundial de la Juventud en Madrid una gran ilusión y esperanza nos llenó a todos. Nuestro Cardenal Arzobispo de Madrid, nos llamó a todos para que fuésemos voluntarios con un claro objetivo que quienes viniesen aquí, a nuestra ciudad, disfrutasen, se sintiesen acogidos, queridos, se encontrasen y descubriesen a Dios. La respuesta a su llamada la ve, Santo Padre, aquí. Somos 22.500 voluntarios que pertenecemos a parroquias, colegios, asociaciones y movimientos de la Iglesia. A los voluntarios de Madrid se han unido voluntarios de España y de otras naciones. Todos servidores en la Iglesia.
...

Santo Padre, gracias por confiar en nosotros, los jóvenes. Tenemos ganas de trabajar y aprender y la Iglesia nos regala esta oportunidad. Santidad, su testimonio de entrega, manifestado en este viaje apostólico a Madrid, ha sido un ejemplo para toda la juventud.
Nos queda otra gran tarea: seguir creciendo como Iglesia, como personas arraigadas en Cristo y protegidos por nuestra Madre la Virgen María, para ser testigos de Jesucristo.
¡Gracias de nuevo, Santo Padre, por estar a nuestro lado, por confiar en nosotros y por tenernos siempre presentes en sus oraciones. Vuelva siempre que quiera a esta su casa, de puertas abiertas. Gracias, gracias, gracias.



lunes, 22 de agosto de 2011

JMJ2011: El Papa anuncia que la próxima Jornada Mundial de la Juventud se celebrará en Río de Janerio



El Papa anuncia que la próxima Jornada Mundial de la Juventud se celebrará en Río de Janerio


21 de agosto, 2011
(Romereports.com) La próxima Jornada Mundial de la Juventud será en 2013 en Río de Janeiro, Brasil. Así lo ha anunciado el Papa antes del rezo del Ángelus en el aeródromo de Cuatro Vientos.


Benedicto XVI
“Me complace anunciar ahora que la sede de la próxima Jornada Mundial de la Juventud, en el dos mil trece, será Río de Janeiro. Pidamos al Señor ya desde este instante que asista con su fuerza a cuantos han de ponerla en marcha y allane el camino a los jóvenes de todo el mundo para que puedan reunirse nuevamente con el Papa en esa bella ciudad brasileña”.

El Papa pidió a los jóvenes que compartan su experiencia en esta Jornada Mundial de la Juventud de Madrid con todos sus conocidos y familiares.

Benedicto XVI
“Os invito a que deis un audaz testimonio de vida cristiana ante los demás. Así seréis fermento de nuevos cristianos y haréis que la Iglesia despunte con pujanza en el corazón de muchos”.

Cientos de peregrinos brasileños presentes en Cuatro Vientos han celebrado el anuncio agitando las banderas de su país.

AE/CB CTV HB BN


JMJ 2011. Benedicto XVI a los jóvenes: “No se puede seguir a Jesús en solitario”




JMJ 2011. Benedicto XVI a los jóvenes: “No se puede seguir a Jesús en solitario”


21 de agosto, 2011
(Romereports.com) Después de una vigilia marcada por la lluvia, Benedicto XVI ha concelebrado la misa de clausura con millares de obispos y sacerdotes,en el aeródromo de Cuatro Vientos.

La acogida ha desbordado las previsiones. Por eso han ampliado el espacio previsto para acoger a los cerca de 200.000 peregrinos que no pudieron acceder ayer a la ceremonia de la Vigilia con el Santo Padre.


El arzobispo de Madrid ha agradecido al Papa su visita a Madrid.

Card. Antonio María Rouco Varela
Arzobispo de Madrid
“Después de una noche de vigilia, transcurrida en intensa oración eucarística y después de haber pasado toda la noche en "Cuatro Vientos", los jóvenes de la JMJ.2011, acompañados por sus sacerdotes, forman esta magna Asamblea litúrgica de una solemnísima Eucaristía en la que la catolicidad de la Iglesia brilla como en pocas otras. Es el momento culminante de la Jornada Mundial de la Juventud”.

Benedicto XVI resaltó que la fe es un don y no depende sólo de la voluntad humana. También señaló a los jóvenes la necesidad de responder a la llamada de Cristo.

Benedicto XVI
“También hoy Cristo se dirige a vosotros con la misma pregunta que hizo a los apóstoles: «Y vosotros, ¿quién decís que soy yo?». Respondele con generosidad y valentía, como corresponde a un corazón joven como el vuestro. Decidle: Jesús, yo sé que Tú eres el Hijo de Dios que has dado tu vida por mí. Quiero seguirte con fidelidad y dejarme guiar por tu palabra. Tú me conoces y me amas. Yo me fío de ti y pongo mi vida entera en tus manos”.

El Papa recordó que la Iglesia no es una simple institución sino que está muy unida a Dios y ha resaltado la necesidad de vivir el cristianismo dentro de ella.

Benedicto XVI
“Permitidme también que os recuerde que seguir a Jesús en la fe es caminar con Él en la comunión de la Iglesia. No se puede seguir a Jesús en solitario. Quien cede a la tentación de ir «por su cuenta» o de vivir la fe según la mentalidad individualista, que predomina en la sociedad, corre el riesgo de no encontrar nunca a Jesucristo, o de acabar siguiendo una imagen falsa de Él”.

Benedicto XVI insistió en la necesidad de llevar a Dios a todas las personas porque como él ha dicho “no se puede conocer a Cristo y no darlo a conocer a los demás”.

Benedicto XVI
“Vuestra presencia aquí, jóvenes venidos de los cinco continentes, es una maravillosa prueba de la fecundidad del mandato de Cristo a la Iglesia: “Id al mundo entero y proclamad el Evangelio a toda la creación””.

El cardenal Stanislaw Rylko agradeció la presencia del Papa en esta Jornada Mundial de la Juventud y recordó a su creador Juan Pablo II que las creó hace 25 años.

Card. Stanislaw Rylko
Presidente Pontificio Consejo para los Laicos
“Llegados al final de estas jornadas maravillosas transcurridas en Madrid, rebosantes de alegría, los jóvenes desean expresarle, Santo Padre, su profunda y filial devoción y su gratitud. ¡Gracias por haber presidido esta JMJ! ¡Gracias por las palabras que ha querido dirigir a estos jóvenes – palabras de esperanza que iluminan su camino!”.

El Papa ha concluido la misa con la bendición de las cruces que han repartido a todos los peregrinos.

CB CTV HC BN



JMJ2011: El Papa llega a Cuatro Vientos para celebrar la Misa de clausura de la JMJ




Marea humana en Cuatro Vientos

Vista panoramica de Cuatro Vientos por completo.

El Papa llega a Cuatro Vientos para celebrar la Misa de clausura de la JMJ


21 de agosto, 2011
(Romereports.com) (-SOLO VIDEO-) Benedicto XVI ha llegado al aeródromo de Cuatro Vientos para celebrar la Misa de Clausura de la Jornada Mundial de la Juventud Madrid 2011. Cerca de 2 millones de peregrinos han pasado la noche en la explanada



JMJ2011: Benedicto XVI en Cuatro Vientos: “Vuestra fuerza es mayor que la lluvia”




Benedicto XVI en Cuatro Vientos: “Vuestra fuerza es mayor que la lluvia”

21 de agosto, 2011
(Romereports.com) Casi dos millones de jóvenes esperaban al Papa durate horas bajo el sol en el aeródromo de Cuatro Vientos de Madrid para asistir al primer encuentro multitudinario de Benedicto XVI en la Jornada Mundial de la Juventud Madrid 2011.


El Orfeón Donostiarra, la Orquesta Sinfónica y el Coro de la JMJ interpretaron las piezas musicales de esta vigilia.

Dos jóvenes dieron la bienvenida a Benedicto XVI.

“Santo Padre, ¡muchas gracias por su presencia entre nosotros, que nos llena de profunda alegría!”

“Queremos comenzar esta vigilia acogiendo la cruz de los jóvenes, que ha peregrinado por toda España”.

Los jóvenes llevan en procesión la cruz de la JMJ y el icono de la Virgen Salus Populi Romani, junto con el Evangelio y velas encendidas.

Cinco jóvenes le han dirigido al Papa sus preguntas, por eso Benedicto XVI les agradeció la sinceridad con la que se las plantearon y les animó a ser valientes.

Benedicto XVI
“Os saludo a todos, pero en particulara los jóvenes que me han formulado sus preguntas, y les agradezco la sinceridad con que han planteado sus inquietudes que expresan en cierto modo el anhelo de todos vosotros por alcanzar algo grande en la vida, algo que de plenitud y felicidad”.

Una tormenta de verano obligó a interrumpir el discurso del Papa.

Esperaron varios minutos a que el viento y la lluvia amainaran. Benedicto XVI agradeció a todos los jóvenes presentes haber aguantado bajo la lluvia.

Benedicto XVI
“Gracias por vuestra alegría y resistencia. Vuestra fuerza es mayor que la lluvia. Gracias. El Señor con la lluvia nos manda muchas bendiciones. Con esto sois un ejemplo”.

El Papa retomó la vigilia y tras algunos momentos de silencio y oración el Papa bendijo a los millones de jóvenes presentes con la Custodia de Arfe de Toledo que mide casi tres metros de alto y está hecha de oro y plata.

Consagró a los jóvenes al Corazón de Jesús con una sencilla oración.

La adoración eucarística continuará durante toda la noche en un total de 17 capillas situadas en distintos puntos del aeródromo de Cuatro Vientos.

La gran mayoría de los jóvenes pasarán la noche en el aeródromo para participar el domingo por la mañana en la misa que pondrá el broche final a la Jornada Mundial de la Juventud Madrid 2011.

BR CTV JM PN



JMJ2011 : El Papa a los jóvenes tras la lluvia en Cuatro Vientos: “Gracias por vuestra alegría y resistencia”



El Papa a los jóvenes tras la lluvia en Cuatro Vientos: “Gracias por vuestra alegría y resistencia”


20 de agosto, 2011
(Romereports.com) (-SÓLO VÍDEO-) Benedicto XVI agradeció a los casi dos millones de jóvenes presentes en Cuatro Vientos haber aguantado la tormenta de verano. “Gracias por vuestra alegría y resistencia. Vuestra fuerza es mayor que la lluvia. Gracias. El Señor con la lluvia nos manda muchas bendiciones. Con esto sois un ejemplo”.



JMJ2011 :La lluvia interrumpe el discurso de Benedicto XVI durante la Vigilia de Cuatro Vientos



La lluvia interrumpe el discurso de Benedicto XVI durante la Vigilia de Cuatro Vientos


20 de agosto, 2011
(Romereports.com) (-SÓLO VÍDEO-) La lluvia interrumpió la vigilia de oración de Benedicto XVI en el aeródromo de Cuatro Vientos. El Papa no pudo terminar el discurso oficial, pero los cerca de dos millones de jóvenes resistieron bajo la tormenta de verano que cayó durante unos minutos sobre todo Madrid.


JMJ2011: El Papa llega a Cuatro Vientos para comenzar la vigilia de oración - Madrid



JMJ Madrid: El Papa llega a Cuatro Vientos para comenzar la vigilia de oración


20 de agosto, 2011
(Romereports.com) (-SOLO VIDEO-) Casi dos millones de jóvenes de 193 países esperaban la llegada del Papa al aeródromo “Cuatro Vientos” de Madrid. Allí Benedicto XVI ha presidido la vigilia de oración de la Jornada Mundial de la Juventud Madrid 2011


domingo, 21 de agosto de 2011

JMJ Madrid 2011: ” Papa Benedicto XVI frente a jóvenes discapacitados, la vida de estos jovenes cambia el corazón de los hombres




” Papa visita Instituto de San José de Madrid: La vida de estos jóvenes cambia el corazón de los hombres


20 de agosto, 2011. (Romereports.com) La visita del Papa al Instituto de San José de los Hermanos de San Juan de Dios ha sido uno de los encuentros más emotivos de la Jornada Mundial de la Juventud. Allí se reunió con unos 200 jóvenes discapacitados físicos y mentales.


Benedicto XVI
“Ciertamente, la vida de estos jóvenes cambia el corazón de los hombres y, por ello, estamos agradecidos al Señor por haberlos conocido”.

Durante el encuentro, Antonio, un joven de 20 años, discapacitado físico y metal se dirigió al Papa. Le dijo que cuando nació no tenían esperanzas de que sobreviviera, pero gracias al amor de sus padres está hoy aquí.

Antonio
“Gracias al amor que sintieron por mi, aun sabiendo que podía ser un obstáculo para sus vidas, siguieron adelante. Esto nos ha ayudado a superarnos, a no rendirnos nunca”.

Una chica discapacitada mental del centro entregó un cuadro al Papa. Después el Papa saludó a algunos de ellos y les dijo que a pesar de sus limitaciones ellos tienen un papel muy importante en la sociedad.

Benedicto XVI
“Queridos amigos, nuestra sociedad, en la que demasiado a menudo se pone en duda la dignidad inestimable de la vida, de cada vida, os necesita: vosotros contribuís decididamente a edificar la civilización del amor”.

La Fundación Instituto de San José está administrada por la Orden Hospitalaria de San Juan de Dios, que ayuda a los más necesitados en los cinco continentes. Son 1.200 hermanos de esta orden, 40.000 profesionales y 8.000 voluntarios.

Benedicto XVI
“Vuestra vida y dedicación proclaman la grandeza a la que está llamado el hombre: compadecerse y acompañar por amor a quien sufre, como ha hecho Dios mismo”.

Al término de este encuentro, el coro de la JMJ interpretó el Magnificat de Bach antes de que el Papa dejara el Instituto para dirigirse al aeródromo de Cuatro Vientos para presidir la vigilia.

KLH/BR CTV JM PN


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VISITA A LA FUNDACIÓN INSTITUTO SAN JOSÉ
DISCURSO DEL SANTO PADRE BENEDICTO XVI

Sábado 20 de agosto de 2011
Señor Cardenal Arzobispo de Madrid,
Queridos hermanos en el Episcopado,
Queridos sacerdotes y religiosos de la Orden Hospitalaria de San Juan de Dios,
Distinguidas Autoridades,

Queridos jóvenes, familiares y voluntarios aquí presentes
Gracias de corazón por el amable saludo y la cordial acogida que me habéis dispensado.
Esta noche, antes de la vigilia de oración con los jóvenes de todo el mundo que han venido a Madrid para participar en esta Jornada Mundial de la Juventud, tenemos ocasión de pasar algunos momentos juntos y así poder manifestaros la cercanía y el aprecio del Papa por cada uno de vosotros, por vuestras familias y por todas las personas que os acompañan y cuidan en esta Fundación del Instituto San José.
La juventud, lo hemos recordado otras veces, es la edad en la que la vida se desvela a la persona con toda la riqueza y plenitud de sus potencialidades, impulsando la búsqueda de metas más altas que den sentido a la misma. Por eso, cuando el dolor aparece en el horizonte de una vida joven, quedamos desconcertados y quizá nos preguntemos: ¿Puede seguir siendo grande la vida cuando irrumpe en ella el sufrimiento? A este respecto, en mi encíclica sobre la esperanza cristiana, decía: “La grandeza de la humanidad está determinada esencialmente por su relación con el sufrimiento y con el que sufre (…). Una sociedad que no logra aceptar a los que sufren y no es capaz de contribuir mediante la compasión a que el sufrimiento sea compartido y sobrellevado también interiormente, es una sociedad cruel e inhumana” (Spe salvi, 38). Estas palabras reflejan una larga tradición de humanidad que brota del ofrecimiento que Cristo hace de sí mismo en la Cruz por nosotros y por nuestra redención. Jesús y, siguiendo sus huellas, su Madre Dolorosa y los santos son los testigos que nos enseñan a vivir el drama del sufrimiento para nuestro bien y la salvación del mundo.

Estos testigos nos hablan, ante todo, de la dignidad de cada vida humana, creada a imagen de Dios. Ninguna aflicción es capaz de borrar esta impronta divina grabada en lo más profundo del hombre. Y no solo: desde que el Hijo de Dios quiso abrazar libremente el dolor y la muerte, la imagen de Dios se nos ofrece también en el rostro de quien padece. Esta especial predilección del Señor por el que sufre nos lleva a mirar al otro con ojos limpios, para darle, además de las cosas externas que precisa, la mirada de amor que necesita. Pero esto únicamente es posible realizarlo como fruto de un encuentro personal con Cristo. De ello sois muy conscientes vosotros, religiosos, familiares, profesionales de la salud y voluntarios que vivís y trabajáis cotidianamente con estos jóvenes. Vuestra vida y dedicación proclaman la grandeza a la que está llamado el hombre: compadecerse y acompañar por amor a quien sufre, como ha hecho Dios mismo. Y en vuestra hermosa labor resuenan también las palabras evangélicas: “Cada vez que lo hicisteis con uno de estos, mis hermanos más pequeños, conmigo lo hicisteis” (Mt 25, 40).

Por otro lado, vosotros sois también testigos del bien inmenso que constituye la vida de estos jóvenes para quien está a su lado y para la humanidad entera. De manera misteriosa pero muy real, su presencia suscita en nuestros corazones, frecuentemente endurecidos, una ternura que nos abre a la salvación. Ciertamente, la vida de estos jóvenes cambia el corazón de los hombres y, por ello, estamos agradecidos al Señor por haberlos conocido.

Queridos amigos, nuestra sociedad, en la que demasiado a menudo se pone en duda la dignidad inestimable de la vida, de cada vida, os necesita: vosotros contribuís decididamente a edificar la civilización del amor. Más aún, sois protagonistas de esta civilización. Y como hijos de la Iglesia ofrecéis al Señor vuestras vidas, con sus penas y sus alegrías, colaborando con Él y entrando “a formar parte de algún modo del tesoro de compasión que necesita el género humano” (Spe salvi, 40).
Con afecto entrañable, y por intercesión de San José, de San Juan de Dios y de San Benito Menni, os encomiendo de todo corazón a Dios nuestro Señor: que Él sea vuestra fuerza y vuestro premio. De su amor sea signo la Bendición Apostólica que os imparto a vosotros y a todos vuestros familiares y amigos. Muchas gracias.
L Editrice Vaticana